Giornale di Vicenza 15/04/07 -
Viale Cricoli, la Destra contro i nomadi
Azione Sociale e Forza Nuova vuotano un sacco di spazzatura nel campo
«Mandiamoli via. Troviamoci davanti al campo nomadi di via Cricoli». Era iniziata con un sms che aveva suscitato più di qualche preoccupazione la manifestazione allestita ieri pomeriggio da una trentina di attivisti di Azione Sociale con Alessandra Mussolini, guidati dal coordinatore territoriale Alex Cioni, e di Forza Nuova, capeggiati dal segretario provinciale Daniele Beschin.
La notizia della manifestazione, non autorizzata dalla questura, nel frattempo era giunta anche al capo della squadra mobile, Michele Marchese. Che si è presentato senza invito all’appuntamento, accompagnato da una trentina di agenti davanti al civico 74, sede dei tre accampamenti di nomadi di via Cricoli. Tre accampamenti, piuttosto diversi tra loro e che non si amano molto.
Alla fine tutto si è risolto in una manifestazione pacifica, con un solo gesto provocatorio: gli attivisti dell’estrema destra hanno scaricato un sacco di immondizia all’ingresso del cortile dell’accampamento Halilovic, tribù nomade di ceppo slavo. Poi: sventolio di tricolori, inno nazionale italiano, qualche saluto romano, e un lenzuolone con scritto «Furti, degrado, rifiuti. Basta con i campi nomadi».
E soprattutto dichiarazioni di fuoco da parte del duo Cioni-Beschin: «Ci sono forze di destra come Lega e Alleanza Nazionale che fanno campagne elettorali sui nomadi e poi non fanno nulla. I nomadi restano e trasformano in un porcile tutta la zona, comprese le vicine scuole, trasformati in urinatoio e fatte oggetto di continui vandalismi. Allora c’è bisogno di gruppi decisi e compatti, come Azione sociale e Forza nuova, che rispondano alla compattezza di gruppi nomadi incivili, arroganti e protagonisti di microcriminalità. Esistono dei regolamenti che autorizzano la presenza di campi nomadi? Sono ingiusti e non vanno rispettati. Cacciamo via gli zingari. Lo diciamo in modo pacifico, ma siamo determinati».
Ad osservare il tutto, con grande indignazione, c’erano anche i vicini di casa degli Halilovic: la sessantina di componenti dei due campi confinanti. Di cose da dire ne hanno parecchie anche loro, tra l’altro con spiccato accento veneto: «Vogliamo far sapere che noi siamo italianissimi, mentre gli Halilovic sono slavi. Noi quando possiamo lavoriamo come giostrai e mandiamo sempre i nostri figli a scuola, loro li fanno scorrazzare nudi davanti alla strada. Siamo i primi a desiderare che gli Halilovic se ne vadano. Ci ammorbano con odori nauseabondi, fanno schiamazzi, litigano. C’è un continuo via vai di ospiti. I responsabili del degrado sono loro, sono abituati a vivere nella sporcizia. Se ci daranno fastidio chiameremo i carabinieri. Ai quali diciamo: quando arrestate qualche ladro zingaro senza fissa dimora, non attribuitegli la residenza da noi: non vogliamo avere a che fare con certa gente».
Intanto i manifestanti, allertati sul possibile arrivo di rinforzi da parte del campo Halilovic di via Aldo Moro, si sono diretti al gazebo preparato in Contrà Cavour.
dal Giornale di Vicenza del 15/04/07
Gazzettino del 15/04/07 -
"Basta Campi Nomadi". La destra scende in strada
Domenica pomeriggio davanti all’accampamento di via Cricoli s’è ritrovata una quarantina di esponenti di As e Fn :"Furti Degrado Rifiuti, Basta Campi Nomadi”
La polizia ha controllato che la situazione non degenerasse. I manifestanti si sono poi spostati in contrà Cavour con un gazebo.
"Furti Degrado Rifiuti. Basta Campi Nomadi". Lo striscione di due metri per tre è stato attaccato ieri poco dopo le 14.30 su un cartellone pubblicitario davanti al campo nomadi di via Cricoli. Sotto alla scritta, una quarantina di esponenti della destra con il marchio di Azione sociale e Forza nuova («ma ci siamo anche noi del Movimento con Rauti», ha fatto presente un manifestante un po' più attempato) ha manifestato contro l'accampamento cittadino.
I quaranta della destra sono stati tenuti a debita distanza dal campo da agenti della Questura di Vicenza accompagnati dal dirigente Michele Marchese. La polizia ha subito evitato un pericoloso contatto troppo ravvicinato con il campo, quando i manifestanti di AS e FN, appena arrivati, hanno attraversato la strada e si sono addossati alla rete di recinzione del campo. Per evitare situazioni a rischio, gli agenti hanno convinto subito i manifestanti a tornare sull'altro lato della strada, da dove sono partiti slogan contro i nomadi ("via gli zingari", "basta campi nomadi") ma anche l'Inno d'Italia.
La manifestazione è durata una trentina di minuti, durante i quali è anche successo che alcuni automobilisti abbiano applaudito i manifestanti passando loro davanti, e che altri li abbiano invece mandati a quel paese senza troppi complimenti. La strada come un termometro delle sensazioni della gente.
Pochi minuti prima delle tre, il piccolo corteo è tornato sui propri passi: «La polizia ci ha avvertito che stavano arrivando gruppi di nomadi da altri campi e abbiamo preferito che la manifestazione restasse quella che volevamo che fosse, un segno civile del disagio della gente, che non ne può più di degrado, sporcizia e furti. Se resteremo uniti in questa protesta, alla fine varrà la legge dello Stato e non quella della jungla» ha detto Alex Cioni di Azione sociale. Ancora più concretamente, Daniele Beschin, di Forza nuova, ha ricordato come le mura delle scuole proprio di fronte al campo di via Cricoli siano diventate dei gabinetti a cielo aperto.
Il Gazzettino del Nord Est 15.04.2007
Notozie dal giornale del 28/01/07 -
Nasce a Vicenza il Forum Alternativo Nazionale contro la base USA
Ieri al Caffè Garibaldi Forza Nuova ha dato vita al Forum Alternativo Nazionale aperto a tutte le organizazzioni, movimenti, associazioni, comitati, società civile e mondo della cultura «che non si riconoscono nella sinistra e nel centrodestra» «Contro Camp Ederle 2 per la sovranità del nostro territorio»
(e.s.) A febbraio l'area della futura base Dal Molin verrà accerchiata da una catena umana di manifestanti contrari alla nuovo insediamento Usa. Ma ad organizzare questa mobilitazione non saranno quelli dell'Assemblea Permanente: c'è infatti un fronte del "no" alternativo a quello visto in questi mesi che vuole ricavarsi il suo spazio nella protesta.
È il movimento contro il Dal Molin promosso dal gruppo di estrema destra "Forza Nuova ". A presentare questo progetto a Vicenza ieri c'erano i leader nazionali Roberto Fiore e Paolo Caratossidis, accompagnati dal segretario provinciale Daniele Beschin e da quello regionale Andrea Minchio.
Quella presentata al caffè Garibaldi di piazza dei Signori vorrebbe essere una terza strada rispetto a quelle scelte dal centrodestra e dal centrosinistra. «L'opposizione del centrosinistra non è più credibile», ha spiegato Caratossidis. «Il centrodestra invece si è completamente appiatito su posizioni filo-americane.
Noi proponiamo un forum aperto a cattolici, leghisti e aennisti delusi dalla passività e dalla sudditanza dei loro partiti. Sul caso della base i primi a muoverci siamo stati noi, non i gruppi di sinistra: il dissenso non è un loro patrimonio». Nel Forum Alternativo Nazionale, questo il nome completo del progetto, confluisce anche Azione Sociale con Alessandra Mussolini, il cui leader vicentino Alex Cioni ricorda con amarezza il fatto di essere stato escluso dalle precedenti manifestazioni anti-Dal Molin per questioni di sicurezza. «Prima i sondaggi dicevano che i contrari erano il 60\%», ha detto Beschin. «Dopo il nulla osta di Prodi e le proteste, la situazione si è quasi ribaltata a favore del 'sì'. La colpa è della sinistra radicale, che a molti cittadini non piace. Questa deve essere una battaglia popolare e non vogliamo sentire storie: l'unica tutela per i vicentini è che la base non si faccia».
«La guerra è finita da sessant'anni e l'Urss non c'è più», ha commentato Minchio. «Gli Stati Uniti sono qui in Italia solo per portare morte in tutto il mondo e lo Stato italiano paga gli americani per ospitarli. Da qui a un mese prevediamo una manifestazione di massa a Vicenza, sicuramente davanti al Dal Molin, magari circondando l'area.
Non intendiamo perdere la sovranità di un pezzo così importante del nostro territorio». «L'unica ragione dietro a questa nuova base è la strategia imperialista degli Usa a cui l'Italia è chiamata a rispondere e putroppo il nostro, rispetto ad altri paesi europei, non riesce a sfilarsi da questa sudditanza», ha aggiunto Fiore «A noi questa alleanza con gli Stati Uniti non dovrebbe interessare: dovremmo pensare piuttosto a sganciarci dagli Usa come Europa, ovvero come entità che va dal Portogallo alla Russia. In questa storia del Dal Molin si presenta anche occasione molto interessante per una battaglia anti-comunista. Infatti allineandosi alla strategia americana i partiti di Rifondazione e dei Comunisti sono destinati a sparire».
Il Forum Alternativo Nazionale si dichiara aperto «a tutte le organizzazioni, movimenti, associazioni, comitati, unità di base della società civile e del mondo della cultura che non si riconoscono nella logica del paradosso della sinistra o in quella dell'asservimento del centrodestra».
Comunicato del 18/01/07 -
FORUM ALTERNATIVO NAZIONALE - CONTRO LA NUOVA BASE USA DAL MOLIN A VICENZA -
Come volevasi dimostrare anche l’esecutivo di centrosinistra – alla fine – ha ceduto alle pressioni diplomatiche americane dando parere favorevole al progetto di edificazione della nuova base militare Usa a Vicenza nei pressi dell’aeroporto Dal Molin.
La 173a Brigata aviotrasportata sarà quindi unificata in suolo italiano creando così uno dei centri militari statunitensi più imponenti al mondo. I diversi poli della politica italiana si sono quindi dimostrati sovrapponibili in una scelta palesemente ideologica: confermare la subalternità all’impero statunitense e ripudiare ogni anelito di sovranità nazionale.
La schiavitù imposta dai “liberatori” nel dopoguerra viene oggi ribadita e confermata in maniera inequivocabile. Al di là delle resistenze iniziali e delle vigorose proteste dei cittadini del capoluogo berico, la politica nazionale ha dunque capitolato, trascinando nella vergogna anche le categorie produttive e la triplice sindacale.
Se il rischio di perdere un migliaio di posti di lavoro a Vicenza (che non avrebbero di certo tardato a trovare nel sistema economico nordestino un degno assorbimento) è uno specchio per le allodole per trovare argomentazioni favorevoli alla nuova megabase; è –invece – talmente evidente la portata negativa del progetto in termini di gestione dell’ordine pubblico, delle politiche di sicurezza, e sul versante economico.
Una Vicenza made in Usa caratterizzata solamente da una funzione bellica internazionale allontanerebbe certamente i circuiti della produzione industriale e dell’artigianato dalla Regione Veneto (locomotiva e chioccia fiscale nazionale ancor oggi) con in prospettiva una desertificazione economica sociale di una tra le regioni più ricche ed importanti d’Italia ed Europa. Già si possono immaginare i traumi gravissimi legati non solo ala presenza massiccia ed invasiva di truppe , ma anche al trasporto dei mezzi, ai voli dei caccia, fino al pericolo legato agli armamenti ed alle potenziali testate nucleari che gli occupanti sicuramente porteranno con sé pur negandone l’evidente presenza.
Una struttura con un volume di 600mila mcubi e superficie di 480mila mquadri e costi-consumi inimmaginabili sposterà le strategie geo-militari dell’imperialismo americano sul trampolino italico. Ogni nuova futura operazione bellica in Medioriente, Caucaso, per non dire Africa, Asia, etc. avrà in Vicenza il suo punto d’origine. Da qui partiranno uomini e mezzi a seminare bombe e morte in tutto il pianeta, qui si addestreranno truppe altamente operative per ogni genere di conflitto…altro che peace- keeping!
La contestazione ad oggi ha assunto dei buffi e comici toni ideologici:la stessa sinistra che approva il progetto – per salvare almeno la faccia – organizza le mobilitazioni contro lo stesso. Il Paese Italia è nella palude del paradosso della politica. Per questo motivo Forza Nuova lancia un Forum Alternativo Nazionale che sappia dare adeguatamente voce all’interesse patrio e alle aspettative popolari. Sono invitati a parteciparvi tutte le organizzazioni, movimenti, associazioni, comitati, unità di base della società civile, del mondo della Cultura che non si riconoscono nella logica del paradosso della sinistra o in quella dell’asservimento del centro-destra.
Il Forum Alternativo Nazionale vuole costruire momenti di mobilitazione di piazza, di studio, di Lotta, di Opposizione Nazionale all’occupazione militare del suolo italiano. Anche a “Destra”, nell’arcipelago variegato di chi non si riconosce nelle scelte scellerate del politicamente corretto, c’è fermento. Basta avere il coraggio di affrontare a viso aperto una battaglia come questa!
Sabato 27 gennaio a Vicenza si riuniranno i promotori del Forum e tutti coloro che hanno deciso di intraprendere con fermezza un cammino di Unità nazionale vera e non fittizia, operativa e non parolaia. Si discuterà di una grande mobilitazione nazionale di accerchiamento della futura base dal Molin da svolgersi a febbraio.
L’appuntamento è alle ore 11.00 presso il Caffè Garibaldi in Piazza dei Signori a Vicenza.
Promotori: Fiore Roberto, Dr. Caratossidis Paolo
Comunicato del 10/01/07 -
Si del governo prodi all'ampliamento della base americana a Vicenza -
In riferimento alla decisione del governo sull’ampliamento della base americana Forza Nuova annuncia mobilitazioni a sorpresa incessanti, ogni giorno, e a tempo indeterminato affinché non si proceda con il nuovo insediamento. In un momento in cui la politica, da destra e da sinistra, non riesce a comprendere le reali esigenze e necessità della popolazione vicentina, rimane solo Forza Nuova ad essere il baluardo e l’unica speranza per la città berica che rischia di diventare un feudo a stelle e a strisce.
Forza Nuova, indignata per l’atteggiamento anti-nazionale della casa delle libertà, favorevole al nuovo insediamento, si dichiara esterrefatta anche per la presa di posizione di alcune associazioni di categoria, che, anziché combattere per la tutela e la salvaguardia della nostra terra, si inchinano di fronte agli americani, a coloro che a Vicenza non porteranno nulla, se non una marea di problemi, logistici e di esposizione al terrorismo di matrice islamica.
Ci dichiariamo esterrefatti altresì per l’atteggiamento avuto dai comitati del no, che hanno consegnato di fatto la battaglia contro la base americana agli antagonisti, ai centri sociali e all’estrema sinistra. Un fallimento, perché proprio l’estrema sinistra ha dimostrato in questa occasione che gli ideali contano molto meno dei soldi e delle poltrone. Il deputato Jackson su tutti, ha dimostrato come un si alla base americana non ha affatto importanza di fronte ad una poltrona a Montecitorio.
Ogni loro contestazione, ogni contestazione da parte della sinistra, anche la più estrema, è una contestazione di facciata, per niente concreta e mai dettata da una reale forza di volontà.
Ora siamo ufficialmente gli unici che hanno il diritto di dire no alla base, gli unici che hanno il diritto di schierarsi a fianco dei cittadini.
Dichiariamo inaccettabile che il popolo subisca passivamente tale decisione e rilanciamo a gran voce il referendum popolare. Per anni siamo stati chiamati a votare su questioni referendarie assurde, banali e spesso inutili; ora che in gioco c’è il futuro nostro e delle generazioni che verranno, non vogliono dare la parola al popolo.
Forza Nuova, pur essendo totalmente contraria al nuovo insediamento americano, ritiene dunque che una decisione equilibrata, qualsiasi essa sia, possa essere presa solo dopo aver consultato i cittadini.
Il Si arrivato da Roma all’ampliamento rende di fatto tutto lecito, ogni forma di protesta sarà vagliata. Non ci faremo mettere i piedi in testa da nessuno, tanto meno da coloro che in nome di chissà quali interessi, spingono affinché la base venga fatta. Forza Nuova sarà sempre a fianco dei cittadini in una lotta dove dovrebbe prevalere il buonsenso e non le ideologie di parte pro o anti americane.
C’è una destra, la vera destra, contraria alla base. E questa destra si chiama Forza Nuova. Proprio per questo fin da venerdì il movimento organizzerà iniziative a carattere provinciale e soprattutto comunale per evitare che questo ennesimo insulto ai cittadini venga compiuto.
Resta da vedere se per queste iniziative chiederemo il permesso, visto che per quanto ci risulta, nessuno ha chiesto il permesso per fare in casa nostra basi militari.
LA SEGRERIA PROVINCIALE DI FORZA NUOVA VICENZA
DANIELE BESCHIN
Comunicato del 15/12/06 -
Iscritti 63 camerati nel registro indagati-
COMUNICATO STAMPA
In merito alla decisione della procura di Vicenza di iscrivere nel registro degli indagati 63 appartenenti all’aerea della cosiddetta destra radicale, Forza Nuova desidera esprimere il proprio stupore e sconcerto.
Ancora una volta siamo a commentare una decisione quanto mai pretestuosa e altamente nociva dei principi di libertà e democrazia, demoliti definitivamente con l’insediamento del nuovo governo Prodi.
Una decisione quanto mai sorprendente visto che da anni la destra in città e provincia si contraddistingue per aver sempre cercato il dialogo costruttivo con tutti, tanto più con le forze preposte al mantenimento dell’ordine pubblico. Tali provvedimenti vanno senza ombra di dubbio a colpire inevitabilmente questo dialogo instaurato negli anni.
La mattinata del 9 luglio i militanti forzanovisti che avevano aderito alla manifestazione organizzata da continuità ideale, avevano manifestato infatti grande senso di responsabilità, non rispondendo alle provocazioni che venivano mosse da un lato dalla presenza a poche centinaia di metri della sinistra antagonista, e dall’altro lato dalle forze dell’ordine.
Il clima di tensione che si era venuto a creare attorno alla manifestazione era stato creato ad hoc per creare quei disordini che sarebbero serviti al governo appena insidiato per legittimare la repressione della destra radicale. Solo grazie alla grande compostezza e maturità dei nostri militanti tutto ciò è stato evitato.
Ci chiediamo a questo punto il motivo per cui, per la manifestazione del 9 luglio a Schio, vengano indagate ben 63 persone, quando pochi mesi prima, all’inaugurazione della sede di Forza Nuova in città a Vicenza, estremisti dei centri sociali, girarono armati di caschi e bastoni e sfilarono per le vie del centro senza alcuna autorizzazione, intimorendo passanti e negozianti.
A seguito di quel corteo non autorizzato la città di Vicenza dovette subire danni ingenti provocati da scritte sui muri della città da parte di componenti dell’estrema sinistra, per non parlare dell’aggressione fisica che un nostro camerata prontamente denunciò.
Alla fine di quella giornata, nessun provvedimento venne preso nei confronti degli estremisti di sinistra. Viene allora spontaneo chiedersi come sia possibile che quando a marciare è l’estrema sinistra, capace di sfasciare vetrine e mettere a ferro e fuoco una città, sia tutto lecito, e quando a marciare sono invece giovani di destra che desiderano solo commemorare le vittime di un eccidio, scattano i provvedimenti giudiziari
Il fatto oggi che si voglia colpire la destra radicale, che a Vicenza come altrove ha dimostrato sempre di rispettare le regole, è un atto gravissimo senza precedenti.
A tale scopo Forza Nuova annuncia una manifestazione per il giorno 13 gennaio a Bassano, per dimostrare che il diritto alla parola e la libertà di pensiero, sono sanciti dalla costituzione e nessun provvedimento giudiziario li potrà mai negare.
LA SEGRETERIA PROVINCIALE (Daniele Beschin)
LA SEGRETERIA REGIONALE (Andrea Minchio)
LA SEGRETERIA NAZIONALE (Paolo Caratossidis)
Comunicato del 25/07/06 -
“Basta basi americane a Vicenza ed in Italia!” -
MANIFESTAZIONE MERCOLEDI’ 26 LUGLIO ORE 21.00
Con il seguente comunicato Forza Nuova Vicenza annuncia una mobilitazione massiccia a carattere regionale per la giornata di mercoledì 26 luglio alle ore 21 presso l’aereoporto Dal Molin contro il ventilato insediamento di una nuova base americana in loco.
Sarà una protesta secca, non fine a se stessa in quanto sarà solo l’inizio di una serie di innumerevoli iniziative che il movimento Forza Nuova ha deciso di intraprendere in tal senso.
Sarà un’estate molto calda-promette Beschin, segretario provinciale di Forza Nuova- e faremo di tutto affinché non sia regalata un’altra fetta della nostra città agli americani.
La città di Vicenza -prosegue il comunicato- è già tristemente nota per la presenza di una delle
più grandi installazioni militari americane sul suolo italiano:
la
Caserma Ederle già sede del V A.t.a.f. dell’UsArmy.
Da questa caserma sono negli anni partiti militari e mezzi per le
moltelplici operazioni offensive portate dagli americani nei diversi
conflitti che li hanno visti protagonisti e carnefici: dalla Bosnia al
Kossovo, ai bombardamenti di Belgrado fino alle ultime operazioni contro
L’Iraq. Soggiornava a Vicenza anche l’infame Richard Ashby pilota di
caccia Prowler che abbattè la funivia del Cermis a Cavalese, mai
processato per quella strage di civili, causata dall’arrogante
prepotenza militare statunitense in Italia.
Non permetteremo-afferma Beschin- che anche l'aeroporto civile Dal Molin a nord della città passi sotto controllo statunitense. La nuova caserma
avrà enormi dimensioni . La presenza militare americana verrà quindi -
addirittura –raddoppiata: il generale americano a due stelle Kamya parla
di almeno 4000 unità. Ciò oltre a causare problemi a carattere urbanistico, senza ombra di dubbio non sottovalutabili visto la viabilità già insufficiente in città, metterà a forte rischio attentati terroristici Vicenza.L’arresto dell’algerino nei giorni scorsi –afferma Beschin- dimostra quanto sia forte l’attenzione rivolta da gruppi islamici estremisti verso città che ospitano truppe americane
L’eventuale passaggio dell’aereoporto agli americani sancirà Vicenza come la città militare
americana in Italia, con tutte le negative conseguenze, anche in termini
di sicurezza e ordine pubblico che potranno seguire.
Forza Nuova Veneto,
e la stessa Direzione Nazionale del movimento considerano questa
sciagurata ipotesi (già tesi?) con estrema ansia e preoccupazione,
manifestando un solido ed aperto dissenso alla militarizzazione
statunitense in atto del territorio italiano, veneto e berico.Non
mancheremo di manifestare in ogni modo ed anche con iniziative eclatanti
la nostra opposizione come quando bloccammo per alcune ore il cancello
principale della caserma Ederle dopo l’assoluzione del criminale
militare Ashby e annunciamo già battaglia nei futuri cantieri che
verranno aperti, intimando all’amministrazione comunale, provinciale,
regionale ed anche al Governo di rivedere immediatamente le proprie
posizioni di subalternità manifesta alla criminale macchina da guerra
statunitense.
Comunicato del 10/07/06 -
“Schio, nel ricordo dei Martiri, siamo passati!” -
La giornata dedicata anche quest’anno alla commemorazione delle vittime dell’eccidio partigiano di Schio rimarrà nei ricordi dei partecipanti.
Nel sessantunesimo anniversario dell’infame strage partigiana Il clima avvelenato creato dalla sinistra di governo, condito da dinieghi pretestuosi e irrispettose contromanifestazioni non ha scoraggiato una Comunità, Umana e Politica, capace sempre di stringersi con orgoglio e fierezza nel ricordo dei propri Caduti.
La presenza in numero abnorme di polizia e carabinieri in assetto antisommossa e la vera e propria militarizzazione della città di Schio preannunciavano una giornata di tensione senza precedenti. L’assurda e arbitraria decisione di non autorizzare il consueto corteo, l’intollerabile e arrogante atteggiamento di Istituzioni e dell’amministrazione, rappresentavano un abuso di fronte al quale era impossibile chinare il capo.
Grazie alla determinazione e alla volontà dei militanti Forzanovisti che hanno forzato il blocco delle “forze dell’ordine”, i manifestanti hanno potuto marciare e compiere parte del corteo che l’organizzazione aveva originariamente previsto. L’azione, che avrà molto probabilmente risvolti giudiziari (art.18 t.u.l.p.s. “manifestazione non autorizzata”, resistenza etc.),viene orgogliosamente rivendicata dal Movimento.
Ancora una volta, di fronte all’oppressione liberticida del governo neocomunista, con coraggio ma senza mai cadere nelle trappole e nelle provocazioni, Forza Nuova ha dimostrato la propria capacità di ergersi a difesa delle libertà e ad avanguardia dell’opposizione Nazionale. Ci resteranno negli occhi per molto tempo quelle immagini di magnifici ottantenni che orgogliosi correvano con noi e sfidavano, fianco a fianco ai giovanissimi, l’infame presidio della polizia antifascista. In prima fila a guidare l’Azione Militante il segretario nazionale Roberto Fiore, il coordinatore nazionale Paolo Caratossidis, i dirigenti nazionali Nicola Ferrarese, Andrea Minchio, Massimo Perrone e l’organizzatore Alex Cioni segretario regionale di Continuità Ideale. La mobilitazione Forzanovista dimostra senza ombra di dubbio come il disubbidire all’iniquità del potere sia possibile ed auspicabile in ogni situazione in cui vengano violati i diritti elementari di esistenza di Un Mondo di ideali che i tiranni del sistema vorrebbero confinati nei libri di storia che loro stesso hanno dettato.
Dal primo giorno di vita del Governo Prodi si sta malauguratamente manifestando ciò che Noi avevamo con ampio anticipo previsto: repressione, restrizione della libertà di pensiero ed espressione, antifascismo militante ed istituzionale. Manifestazioni represse, cortei negati, militarizzazione preventiva per “sconsigliare” iniziative antigovernative.
Il tutto sta accadendo grazie anche al silenzio ipocrita e alla evidente pusillanimità dell’opposizione di centrodestra. A Schio non abbiamo visto deputati, senatori, consiglieri ed assessori regionali che per anni si sono ingrassati con il voto di tutti coloro che hanno come unica colpa la fedeltà a Ideali tanto sacri quanto invitti.
La presunta ed effimera “riappacificazione nazionale” che alcuni boiardi stanno sponsorizzando non è altro che una subdola trovata per demolire ulteriormente la Memoria Storica di una Nazione che ha già perduto la propria Indipendenza e Sovranità, ma, perlomeno, -grazie proprio al Tributo di quei giovani che combatterono fieramente per non Tradire – ha mantenuto almeno un anelito d’Onore nella Storia. Quegli Uomini hanno immolato la propria Gioventù per salvare l’Onore e il minimo tributo che potevamo accordare era il non piegarci alla prevaricante arroganza comunista, non accettare supinamente la dittatura dell’arbitrio e dell’ingiustizia.
Abbiamo seguito il loro esempio, abbiamo, nella giornata del Ricordo per i caduti della Repubblica Sociale, Onorato con la lotta il loro martirio.
Ci dicevano “No Pasaran”, ma da Schio siamo passati!
L’Ufficio Stampa
Comunicato del 16/06/06 -
Perchè votare SI al referendum -
Lettera aperta del segretario Beschin ai camerati in risposta ad una lettera di Alex Cioni.
Carissimo Alex, carissimi camerati,
mi dispiace dovermi trovare in disaccordo con te sulla questione referendaria, poiché non condivido in nulla e per nulla le tesi a sostegno di una finta unità nazionale basata sull’ipocrisia che da troppi anni contraddistingue i “difensori” della bandiera italiana.
Desidero porre all’attenzione dei camerati le seguenti considerazioni che portano Forza Nuova a Vicenza a schierarsi a favore del si nel quesito referendario:
L'Italia è profondamente mutata rispetto al 1948. Di conseguenza le regole di funzionamento delle istituzioni necessitano di essere adeguate alla realtà odierna anche per essere in piena sintonia con il rafforzamento delle autonomie regionali e locali, l'elezione diretta di sindaci, presidenti di provincia e di regione e l'affermazione del bipolarismo realizzatisi negli ultimi dieci anni e non previsti dalla Costituzione vigente.
La riforma costituzionale non spacca ma anzi ricompatta il Paese perché definisce con chiarezza le materie assegnate alla competenza delle Regioni e determina il ritorno di alcune materie importanti alla competenza dello Stato. Lo si è fatto allo scopo di realizzare un federalismo solidale, molto più equilibrato e comunitario di quello voluto dalla sinistra.
Le materie riportate in capo allo Stato sono:
* le norme generali sulla tutela della salute,
* la sicurezza e la qualità alimentare,
* l'ordinamento della Capitale federale,
* le reti strategiche di trasporto e navigazione di interesse nazionale e le relative norme di sicurezza,
* l'ordinamento della comunicazione,
* l'ordinamento delle professioni intellettuali,
* l'ordinamento sportivo,
* produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia,
* promozione internazionale del sistema economico e produttivo italiano,
* la politica monetaria,
* la tutela del credito,
* le organizzazioni comuni di mercato.
Il trasferimento allo Stato di queste materie è il miglior antidoto per evitare che nascano processi di divaricazione tra le Regioni.
La devoluzione, invece, assegna alle Regioni materie che possono gestire meglio dal punto di vista organizzativo e finanziario, poiché è innegabile che gli enti locali sono più vicini al cittadino di quanto non possa essere un governo centrale.
Per esempio:
* Sanità. Le Regioni avranno competenza legislativa esclusiva su assistenza sanitaria e organizzazione ospedaliera. Allo Stato spettano le norme generali sulla tutela della salute;
* Scuola. Le Regioni avranno competenza legislativa sull'organizzazione degli istituti scolastici e di formazione, salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche. Potranno definire programmi scolastici e di formazione di interesse regionale. Allo Stato il compito di assicurare l'omogeneità complessiva degli studi;
* Polizia. Le Regioni avranno competenza legislativa sulla organizzazione della polizia amministrativa e locale, la cui attività andrà coordinata con quella degli altri corpi dello Stato.
Finora, senza federalismo, e con oltre un secolo e mezzo di centralismo alle spalle, non sono stati colmati i diversi divari - sociali, economici, organizzativi - tra Nord e Sud. La sinistra afferma che il federalismo aumenterà questo divario. Ma quello che è certo è che il centralismo, finora, non lo ha eliminato mentre il federalismo può essere la grande risposta veramente innovativa al problema del divario Nord-Sud.
La riforma federalista può essere una grande opportunità di modernizzazione del Paese. Federalismo significa responsabilità, semplificazione, sburocratizzazione, collaborazione tra pubblico e privato. Le Regioni, assumendo una responsabilità esclusiva, dovranno dimostrare di essere responsabili nel varare le leggi. Buone leggi consentiranno di utilizzare le risorse in modo più efficiente. Il passaggio di competenze dallo Stato alle Regioni può rendere più trasparente l'utilizzo delle risorse attraverso la responsabilità delle autonomie locali, la cui spesa diventa molto più controllata dai cittadini che non a livello centrale.
Cari camerati, ancora una volta rischiamo di perdere un’opportunità per diventare protagonisti del futuro del nostro paese. Certo non sarà il modello di stato a cui aspiriamo ma certe tesi non possono trovarmi per nulla d’accordo.
Camerateschi saluti
Comunicato del 10/06/06 -
Basta basi americane a Vicenza ed in Italia-
La città di Vicenza è già tristemente nota per la presenza di una delle più grandi installazioni militari americane sul suolo italiano: la Caserma Ederle già sede del V A.t.a.f. dell’UsArmy.
Da questa caserma sono negli anni partiti militari e mezzi per le moltelplici operazioni offensive portate dagli americani nei diversi conflitti che li hanno visti protagonisti e carnefici: dalla Bosnia al Kossovo, ai bombardamenti di Belgrado fino alle ultime operazioni contro L’Iraq. Soggiornava a Vicenza anche l’infame Richard Ashby pilota di caccia Prowler che abbattè la funivia del Cermis a Cavalese, mai processato per quella strage di civili, causata dall’arrogante prepotenza militare statunitense in Italia.
Come se non bastasse, gli USA hanno chiesto al neo-governo Prodi di poter installare una nuova base militare vicino a Vicenza per una spesa di 800 milioni di Dollari, trovando nel vice-premier Rutelli una sostanziale adesione. Lo stesso Rutelli, pressato da un deputato -Fabbris -che lo interrogava, ha confermato finalmente in maniera ufficiale che l'amministrazione americana con l'assenso del governo e delle autorità italiane ha deciso di rafforzare la loro piazzaforte di Vicenza.
Anche l'aeroporto civile Dal Molin a nord della città passerà sotto controllo statunitense. Una nuova grande caserma sorgerà ai suoi limiti, sempre per la 173a brigata aviotrasportata airborne, gli sky soldiers, già molto famosi (sono quelli che hanno invaso il nord Iraq con la più grande operazione paracadutata).
Quello che veniva –dunque- celato è ora confermato. La nuova caserma avrà enormi dimensioni . La presenza militare americana verrà quindi - addirittura –raddoppiata: il generale americano a due stelle Kamya parla di almeno 4000 unità…
La prossima tappa sul sentiero della nuova caserma americana all’aeroporto “Dal Molin” è fissata per il 15 giugno, quando alla Ederle si riunirà il Comipa, il comitato regionale mistoparitetico che rappresenta una sorta di commissione edilizia per le infrastrutture militari e che dovrà esaminare i 16 progetti che compongono l’operazione della nuova caserma.
Alla riunione è stato invitato anche il sindaco Enrico Hüllweck, che in quell’occasione rappresenterà il parere favorevole dell’Amministrazione berica alla fattibilità del progetto. Non è un mistero che l’amministrazione comunale di Vicenza sia ideologicamente appiattita nei confronti degli Usa, come ci sembra evidente la retorica invettiva del centrosinistra che, da una parte contesta e dall’altra stringe patti scellerati con il Dominus a stelle e striscie.
Questo ennesimo passaggio sancirà Vicenza come la città militare americana in Italia, con tutte le negative conseguenze, anche in termini di sicurezza e ordine pubblico che potranno seguire. Forza Nuova Veneto, e la stessa Direzione Nazionale del movimento considerano questa sciagurata ipotesi (già tesi?) con estrema ansia e preoccupazione, manifestando un solido ed aperto dissenso alla militarizzazione statunitense in atto del territorio italiano, veneto e berico. Non mancheremo di manifestare in ogni modo ed anche con iniziative eclatanti la nostra opposizione come quando bloccammo per alcune ore il cancello principale della caserma Ederle dopo l’assoluzione del criminale militare Ashby e annunciamo già battaglia nei futuri cantieri che verranno aperti, intimando all’amministrazione comunale, provinciale, regionale ed anche al Governo di rivedere immediatamente le proprie posizioni di subalternità manifesta alla criminale macchina da guerra statunitense.
Dr.Caratossidis Paolo
Coordinatore Nazionale di Forza Nuova
Beschin Daniele
Scrivi al Segretario
Segretario Prov.le di Forza Nuova Vicenza
Comunicato del 28/05/06 - A Verona si è instaurato il regime dei soviet -
GOVERNO PRODI GIU’ LA MASCHERA…
Ciò che accaduto a Verona il pomeriggio di sabato 27 maggio è di un’inaudita gravità. Un legittimo corteo che manifestava civilmente e pacificamente le proprie ragioni di opposizione al neo-governicchio comunista Prodi è stato vergognosamente sabotato dal Questore di Verona Luigi Merolla e dai funzionari di polizia (o partito?) che hanno inibito a Forza Nuova – con scuse ignobili e pretestuose – lo svolgimento del tragitto originario che, doveva, appunto, attraversare tutto Corso Cavour per poi chiudersi in Piazzale Cadorna.
L’informazione apparsa su alcuni quotidiani locali è quindi erronea e fuorviante. Il corteo non è stato bloccato dal Questore, bensì dai Dirigenti di Forza Nuova – tra cui i sottoscritti – che non hanno giustamente accettato di raccogliere la palese provocazione dei paracadutati ministeriali neostalinisti, che volevano a Verona un pomeriggio di sangue e scontri.
Siamo – almeno su un punto – in perfetta sintonia col gotha della sinistra veronese, con alcune distinzioni: il questore e il responsabile dell’ordine pubblico Ferdinando Malfatti devono sicuramente presentare le loro dimissioni, e in più devono essere radiati dal corpo di Polizia dello stato per manifesta ottusità, faziosità, incapacità operativa.
Se Forza Nuova avesse deciso –infatti- di perseverare nel tragitto già concordato (e ce l’avremo fatta) il pomeriggio veronese si sarebbe tramutato in una battaglia campale.
Perché? Per quale motivo effettivo la sinistra che occupa il ministero dell’interno e la Questura di Verona avrebbero preferito ovviare alle vere motivazioni inerenti alla salvaguardia e tutela dell’ordine pubblico (loro precipuo dovere per cui sono lautamente stipendiati dai cittadini) e creare un cruento scontro tra polizia e manifestanti? Non basta infatti asserire come giustificazione il paio di “saluti romani” e tradizionali, pacifici che alcuni manifestanti hanno fatto, striscioni e bandiere esposte non avevano alcuna caratterizzazione “violenta” o “intollerante”: a meno che (vedi ampia rassegna fotografica) non venga ritenuto (come nella Cina di Tienammen) fuorilegge manifestare dissenso contro il governo Prodi. Se questo è il biglietto da visita dei nuovi politicanti che stanno militarmente occupando tutti li scranni delle istituzioni, siamo messi bene…Tra l’altro il sentiero “alternativo” offerto dai capitaz della Questura (ponte Castelvecchio, arsenale) erano occupate da un cantiere aperto sicuramente non consono al transito di un corteo partecipato come quello di ieri.
Ma nessuno dei colonnelli sinistri della P.s. aveva effettivamente l’interesse a gestire l’ordine pubblico. Le consegne (ed erano ampiamente programmate da più di una settimana) erano quelle di scoraggiare i manifestanti anti-Prodiani e possibilmente provocarli fino all’esaurimento delle scorte di pazienza e tolleranza.
Particolare rilevante in tal senso è stata la miserrima partecipazione alla squallida contromanifestazione inscenata dai sinistri e centri sociali (veri ed unici devastatori della cosa pubblica e del privato altrui in più occasioni): una trentina di stipendiati dei partiti dell’unione, nessun cittadino veronese. Chiaramente una sproporzione tra i sostenitori di due mondi differenti troppo evidente per la Sinistra al Governo. Dove non riescono a riempire la piazza – presto fatto – bisogna sabotare le iniziative altrui, utilizzando i propri uomini di servizio.
Consideriamo tuttora la decisione di svolgere il comizio di fronte a Castelvecchio più che sacrosanta: Forza Nuova ha dimostrato lungimiranza e forte Responsabilità, non cadendo in un tranello studiato ad arte dalla sinistra.
Occasioni per rivendicare ulteriormente la miseria politica illiberale dei comunisti al governo che non sanno far altro che devastare il nostro paese a colpi di sanatorie di clandestini, ce ne saranno all’ordine del giorno. E noi saremo sempre presenti, e sempre pronti a rivendicare i Valori della società tradizionale, della Nazione, della Famiglia, della Preferenza Nazionale, dell’antimaterialismo e dell’anticomunismo, contro chiunque (siano essi purtroppo degli uomini dello stato) mina con il proprio fazioso agire la Libertà d’espressione e d’opinione sancita perfino nella Carta costituzionale di cui li stessi si fanno presuntamente e formalmente garanti.
A Verona rinasce l’Opposizione Nazionale.
Non volevano farci passare, ma noi da qui siamo passati e passeremo ancora!
Caratossidis Paolo
Coordinatore Nazionale Forza Nuova
Yari Chiavenato
Segretario Prov.le di Forza Nuova
Fiore Roberto
Segretario Nazionale di Forza Nuova
Comunicato del 11/02/06 - L'islam intollerante -
Bruciano i consolati e le ambasciate europee nei paesi arabi, vengono messi a ferro e fuoco i quartieri cristiani in Medioriente, in Turchia un prete italiano, Don Andrea Santoro, viene giustiziato da un fondamentalista islamico all’interno di una Chiesa…Questo il drammatico stato delle cose a livello internazionale: un vero, orchestrato, ben congegnato programma di guerra ad Europa, Occidente e Mondo Cristiano.
Chi credeva di “convertire” l’islam su posizioni moderate, moderne, accettabili all’interno di una Società evoluta è stato definitivamente sbugiardato. Oggi, Noi siamo, volenti o nolenti, in stato di Guerra. E’ Guerra Vera, non conflitto episodico o diatriba di confine. Nel mondo musulmano, prevaricante anche demograficamente, si ha a distanza di secoli, la rinnovata velleità di conquista ed assoggettamento del mondo cristiano. Nei paesi arabi sono ormai dilaganti le posizioni integraliste; nei paesi europei la imbelle e colpevole classe politica ha accentuato la debolezza delle Nazioni ad affrontare situazioni di questo genere.
Il buonismo terzomondista và abbattuto, come , allo stesso modo va archiviata l’utopica filastrocca della società multiculturale e multireligiosa. Non c’è alcuna possibilità di convivenza ed integrazione, non esiste nell’islam il pluralismo e la tolleranza. Ma non sarà neppure con un flebile democraticismo senza spina dorsale che i novelli imam del terrore e i profeti della jihad faranno marcia indietro rispetto i loro mortali obiettivi.
La Nazione Italia e la Comunità Europea dovranno essere all’altezza della situazione pena la scomparsa di tutto ciò che noi abbiamo conosciuto in termini di storia e civilizzazione. Per fare questo però tutti devono prendere coscienza e, ricordarsi una volta nella vita, che non siamo solo consumatori od elettori, ma soprattutto cittadini che condividono la stessa Storia e Tradizione, incarnando un’Identità condivisa che va difesa quando ce n’è bisogno. E ora i tempi sono più che maturi. Mobilitazione continua contro l’invasione islamica, nessuna reciprocità, nessuno spazio al corano e alla cultura di morte islamica, nessun accordo, nessuna integrazione.
Il dirigente nazionale
dott. Paolo Caratossidis
Comunicato del 21/01/06 - Forza Nuova nelle piazze del Veneto -
Sabato 21 gennaio si sono svolte con grande partecipazione e successo le iniziative organizzate dalle sezioni di Forza Nuova Veneto.
Oltre 300 militanti hanno preso parte ai vari presidi sparsi in tutta la Regione raccogliendo un manifesto consenso pubblico ed incanalando la diffusa rabbia popolare che solo in Forza Nuova trova uno strumento di sostegno e rappresentanza politica.
Sono state occupate le principali piazze dei centri urbani, ma anche le periferie degradate a causa dell’incipiente presenza di comunità di allogeni extracomunitari.
Nell’occasione sono stati distribuiti decine di migliaia di volantini propagandistici, fogli di lotta ed è stata presentata la neonata rivista del Movimento “Ordine Futuro”.
Con questa iniziativa Forza Nuova Veneto rilancia la sacrosanta battaglia identitaria contro l’immigrazione e per la Preferenza Nazionale, ribadendone la priorità e la centralità per un percorso di autodeterminazione nazionale dal giogo delle lobbies apolidi e dei poteri forti.
Nel mese di febbraio la mobilitazione verrà replicata con particolare riferimento all’opposizione all’ipotesi di voto amministrativo per gli extracomunitari.
Entro fine mese saranno ufficializzate infine le nuove sezioni di: Badia Polesine (Ro), Monselice-Bassa padovana (Pd), Riviera del Brenta (Pd) a dimostrazione della continua espansione del movimento nelle terre di San Marco.
Il 21 gennaio Forza Nuova ha agito:
a Padova in P.zza Cavour dalle ore 17.30 alle 20.00
a Carmignano di Brenta (Pd) Mercato
a Verona in P.zzale Olimpia (Stadio Bentegodi) dalle ore 15.00 alle 18.00
a Bassano del Grappa (Vi) in P.zza Libertà dalle ore16.45 alle ore 19.00
a Rovigo in P.zza Vittorio Emanuele dalle ore 17.30 alle 20.00
a Treviso in P.zza Aldo Moro dalle ore 15.00 alle ore 18.00
a Montebelluna (Tv) in P.zza Negrelli dalle ore 15.00 alle ore 18.00
a Conegliano Veneto(Tv) in Vicolo Corto delle rose dalle ore 15.00 alle 18.00
a Chioggia (Ve) in C.so del Popolo fronte Municipio dalle ore 17.30 alle 20.00
Il dirigente nazionale
dott. Paolo Caratossidis
Comunicato del 31/10/05 - Problema immigrazione a Bassano -
Bassano ha il 6% di popolazione immigrata.
E nel frattempo Parigi oggi e Birmingham qualche settimana fa bruciano sotto il fuoco di scontri razziali.
Le pagine di cronaca sono zeppe di atti criminosi compiuti dagli "ospiti". A quanto si ridurrebbe la criminalità nella nostra cittadina togliendo i fatti di cronaca che vedono protagonisti immigrati?
Il problema non si può ridurre ad un mero fatto di ordine pubblico, per questo vogliamo evidenziare uno degli aspetti spesso tralasciato.
Il viaggio verso quello che viene reputato il "paradiso occidentale" costa mediamente 5-6000 dollari, chi arriva sulle nostre coste sono veramente i più disgraziati? nella maggioranza i poveracci che vivono in Africa non vedranno 5-6000 dollari in tutta la loro vita.
Gli immigrati sono strumenti di qualcosa più grande di loro, alcuni utilizzati dai loro stessi paesi ad esempio la Libia, che regola il flusso a piacimento, per ottenere aiuti dalla stessa Italia, oppure come l'Arabia Saudita che favorisce la migrazione religiosa per fare proselitismo, oppure ancora poteri forti che spingono per un meticciamento dei popoli parallelo alla globalizzazione del mercato, a corollario del turbocapitalismo.
Nel primo caso chi sbarca sulle nostre coste sono "avventurieri" senza arte ne parte, a volte veri e propri avanzi di galera, ingrossano le fila della microcriminalità, romanzata e quasi glorificata sulle nostre televisioni, vedi la sottocultura hiphop; divengono vittime della nostra società senza valori, cadendo nell'alcolismo, nella prostituzione, ecc.
Nel secondo sono imam fanatici i quali vedono la nostra terra come zona da convertire all'islam, nel migliore dei casi divengono alternativa ad un ateismo dilagante e ad un cristianesimo sempre più falsamente buonista e solidarista, basti ricordare che a Bassano il Vescovo ha concesso una chiesa agli slavi ortodossi, negando invece la messa dell'indulto ai tradizionalisti; nel peggior dei casi alimentando il terrorismo non occorre ricordare gli arresti nel bassanese di pochi anni fa.
I danni che sta provocando questa dissennata politica migratoria (proseguita con la bossi-fini) cominceremo a pagarli nel momento in cui gli ospiti, privilegiati dalla nostre stesse leggi (vedi legge mancino), cominceranno ad avere il numero per comportarsi come meglio credono: questi giorni a Parigi ne sono il tragico esempio.
A Bassano, Forza Nuova, propone una rigida regolamentazione di tutti i luoghi di concentramento degli immigrati: dai phone center al centro islamico.
Propone che i favoriti nell'assegnazione delle case, nei posti di lavoro comincino ad essere le fasce più deboli di italiani: lavoratori dipendenti, giovani coppie e pensionati.
Ma soprattutto propone una forte battaglia per la valorizzazione della nostra identità, non siamo apolidi, siamo italiani, veneti e bassanesi, favoriamo la nostra cultura contadina e lavoratrice, le nostre fiere, il nostro dialetto, finanche la nostra cucina (alla faccia degli ogm), non annullarci silenziosamente per dimostrare quanto siamo tolleranti ma, nell'esaltare le differenze, favorire la nostra identità.
Ad ogni popolo la propria cultura, ad ogni popolo la propria terra.
Comunicato del 12/10/05 - Tensione a Vicenza per l’inaugurazione della sede di Forza Nuova, Azione sociale (Alternativa Sociale) -
Sabato 15 ottobre alle ore 17.00 in Piazza delle Poste a Vicenza si raduneranno i militanti e i simpatizzanti di Forza Nuova per poi inaugurare la sede di Contrà della Fascina 4/B alle ore 18.00 che ospita le locali sezioni di Forza Nuova e Azione Sociale (che insieme compongono Alternativa Sociale) alla presenza del Segretario Nazionale Roberto Fiore, il Dirigente Nazionale Avv.Bussinello Roberto, il Coordinatore Nazionale Dr. Caratossidis Paolo, il Segretario Provinciale Daniele Beschin di Forza Nuova, e il Coordinatore Regionale di Azione Sociale Alex Cioni.
La rinnovata presenza di una forte Destra Radicale a Vicenza ha immediatamente risvegliato la sterile invettiva dell’estrema sinistra che si appresta a contromanifestare nella vicina PIazza Matteotti, sobillata anche dall’intervento del consigliere regionale dei Comunisti Italiani Nicola Atalmi.
Forza Nuova ribadisce la propria determinazione ad allargarsi su tutto il territorio senza lasciarsi intimidire dai soliti noti “pacifinti” che stanno ricercando un rinnovato consenso attorno alle becere insegne di un ormai tramontato antifascismo militante. Non temiamo nessuno perché siamo forti delle nostre idee: tradizionali, popolari, identitarie.
Le battaglie politiche che vedranno immediatamente coinvolto il movimento nella realtà berica sono contro un modello d’immigrazione-invasione tesa alla creazione coercitiva di un utopico quanto irrealizzabile modello di società multirazziale-multiconflittuale, contro la crisi economica che tocca in maniera determinante il nostro nordest a causa di un euro che ci ha solamente impoverito e della malversazione del settore politico, contro l’aborto e la depravazione omosessuale in difesa e salvaguardia della Famiglia Tradizionale, a fianco delle fasce deboli, delle giovani coppie, della cittadinanza che vive con sofferenza nel quotidiano la crisi e la recessione che sta dilagando anche in Veneto.
Per l’occasione Forza Nuova Veneto allestirà un corposo servizio d’ordine per evitare che qualche debosciato dei centri sociali tenti di turbare il rigoroso e tranquillo svolgimento dell’iniziativa.
Il Coordinatore Nazionale di Forza Nuova
Dr. Caratossidis Paolo
Comunicato del 03/10/05 - L'Avv. Bussinello risponde al cons. Atalmi -
Scrivo la presente, quale componente dell’Ufficio Politico Nazionale di Forza Nuova-Alternativa Sociale, per rispondere alla nota, pubblicata su alcuni quotidiani veneti, rilasciata dal consigliere regionale dei comunisti italiani, Nicola Atalmi.
Costui si lamenta dell’imminente apertura di una nuova sede di Forza Nuova-Alternativa Sociale in Vicenza, richiamandosi ad un antifascismo vecchio e velleitario, almeno quanto le idee professate da Atalmi.
Il senso della nota “sdegnata” è quello, usuale a chi mastica politica da anni (come, ahimè, il sottoscritto), di richiamare la cittadinanza ai sani valori della democrazia, impedendo a certe forza politiche di poter esprimere il proprio pensiero e le proprie idee (alla faccia di Voltaire, verrebbe da dire …..)
Ovviamente, devono essere i comunisti a stabilire quali forze politiche possano o meno esercitare liberamente le proprie funzioni.
Sarebbe sin troppo facile rispondere al buon Atalmi, ricordando che lo stesso si richiama a quel comunismo, che qualche disastro l’ha pur combinato nella storia recente dell’umanità.
Lo stesso simbolo del suo partito, la falce e martello, ancor oggi suscita più di qualche brivido nelle schiene di mezza Europa.
Per non dimenticare, poi, le centinaia di migliaia di italiani fuggiti dall’Istria, Fiume e Dalmazia, per evitare di conoscere la grandezza del comunismo all’interno di una “democratica ed antifascista” foiba.
In buona sostanza, potrei limitarmi a richiamare l’evangelico “chi è senza peccato, scagli la prima pietra”, per consigliare ad un silenzio provvidenziale (Dante: “un più bel tacer non fu mai scritto”) il buon Atalmi.
Potrei, ma non voglio.
Il sottoscritto, tra i propri innumerevoli difetti, ha se non altro il pregio di non essere comunista (Guareschi direbbe che non ho tre narici), con la conseguenza di essere incapace di procedere per compartimenti stagni e ragionamenti astrusi.
Rispondo, quindi, ad Atalmi, dicendo che Forza Nuova-Alternativa Sociale continuerà ad aprire sedi in tutta Italia, per diffondere la propria battaglia in difesa dell’Identità Nazionale.
Noi saremo sempre presenti per difendere gli italiani dall’invasione immigratoria, e per combattere contro il voto agli extracomunitari, contro il potere delle banche e dell’usura, contro la scellerata politica estera del governo, contro l’ingresso della Turchia in Europa, schierandoci sempre e solo a favore del lavoro italiano, della famiglia secondo natura e dei valori storici della nostra Civiltà.
La sede di Vicenza, quindi, con buona pace delle prefiche dell’antifascismo, verrà a breve inaugurata e diventerà lo spazio in cui tutti i cittadini, che non si riconoscono in questa politica, potranno liberamente incontrarsi.
E faremo questo, anche se Atalmi non vuole….
Avv. Roberto Bussinello
Dell’Ufficio Politico Nazionale di Forza Nuova
Comunicato del 29/09/05
Esattamente 8 anni or sono nasceva Forza Nuova in un giorno simbolo carico di significato.
Invocando la protezione di San Michele Arcangelo, i militanti di FN rinnovano oggi la promessa fatta di servire la patria e le forze del bene.
Comunicato del 26/09/05
In relazione all’episodio accaduto sabato pomeriggio in centro a Bassano, che ha visto coinvolti militanti dell’ultrasinistra e alcuni giovani di destra, interviene la segreteria provinciale di Forza Nuova.
Il movimento, che in città conta una forte base militante, tende a precisare come sono realmente andati i fatti, viste le continue inesattezze riportate dai diversi organi d’informazione.
Sabato pomeriggio la città di Bassano ha dovuto assistere ancora una volta ad una fiera sfilata antifascista, scandita da slogan che ben poco hanno a che fare con il pacifismo o con azioni pacificatrici.
Frasi del tipo “le sedi fasciste si chiudono con il fuoco”, “uccidere un fascista non è un reato”, devono purtroppo sentirsi gridare per le strade della nostra città.
Come se non bastasse la faziosità di date che ricordano i morti di una sola parte, quella fa più comodo ricordare, i partecipanti al corteo hanno badato bene di aggredire verbalmente e con lancio di grossi petardi(non mortaretti), alcuni militanti del movimento politico Forza Nuova, tranquillamente seduti a bere un caffè in un bar del centro storico bassanese. I petardi che sono piovuti in mezzo ai tavolini del bar hanno fatto scattare la legittima reazione dei giovani di destra che hanno cercato di difendersi constatata la scarsa presenza di forze dell’ordine, poi prontamente intervenute per sedare gli animi.
Gli appartenenti a Forza Nuova si dichiarano stupiti e quanto meno perplessi leggendo di una decina di aggressori seduti al bar (basterebbe chiedere al titolare del locale se eravamo seduti o meno) che avrebbero lanciato petardi e che, da soli, a viso scoperto, avrebbero attaccato un corteo di un centinaio di persone dell’ultrasinistra. Già, una decina di pazzi xenofobi che attacca un corteo di un centinaio di persone, praticamente un suicidio.
Prima di scrivere cavolate, dovrebbe essere chiesto alle forse dell’ordine chi ha lanciato petardi nelle vicinanze del bar dove erano tranquillamente seduti i nostri militanti, chi ha aggredito veramente e chi, in modo eroico ha tentato di difendersi e di difendere l’incolumità di altra gente seduta.
Forse quei signori che oggi parlano di democrazia e pacifismo ci dovrebbero spiegare come mai le loro manifestazioni finiscono sempre, in un modo o nell’altro, in danneggiamenti e violenze. Da Genova, all’aggressione vile del responsabile pugliese di Alternativa Sociale avvenuta a Schio a luglio, ai fatti gravissimi di sabato a Bassano.
Forza Nuova pretende pertanto che venga fatta immediatamente chiarezza sugli episodi di sabato chiede a gran voce alle istituzioni che non venga più concesso il diritto di manifestare a persone barbare e inqualificabili, che alimentate dall’odio comunista, turbano il vivere civile della nostra comunità. I violenti, quelli che offendono la dignità non solo dei cittadini ma anche dei morti, dovranno fare i conti con una forza che, senza indietreggiare di un solo centimetro, partecipa da quasi un decennio alla vita democratica dello stato, in modo propositivo e coerente.
Massima solidarietà ai militanti di Forza Nuova è giunta dal segretario regionale Paolo Caratossidis e dal segretario nazionale Roberto Fiore che presenzieranno sabato 15 ottobre all’inaugurazione della sede in centro a Vicenza.
La segreteria provinciale di Forza Nuova
Inaugurazione sede FN a Vicenza
Sabato 15 ottobre alle ore 18.00 sarà inaugurata la sede della federazione provinciale di Forza Nuova Vicenza in Contrà della Cascina .
Saranno presenti il segretario provinciale Beschin Daniele, il dirigente nazionale Avv.Bussinello Roberto, il coordinatore nazionale Caratossidis Paolo e il segretario nazionale Fiore Roberto.
Per l’occasione verranno anche comunicati gli appuntamenti invernali del movimento su scala regionale e nazionale, con particolare attenzione alla “Campagna di sostegno e protezione del Prodotto Italiano minacciato dall’invasione cinese” e le prossime iniziative sul territorio berico.
Il radicamento forzanovista in Veneto stabilisce così un ulteriore passo in avanti in vista di una stagione politica che si preannuncia già incandescente e ricca di battaglie d’importanza vitale!
In Onore a Raffaele
Ieri Raffaele Faloppa è morto, ci ha lasciati dopo tre giorni di agonia in seguito ad un incidente stradale. Noi, la comunità militante di FN Treviso ringraziamo la nostra passione e la nostra fede per averci permesso di conoscere in questi anni di lotte e sacrifici, Raffaele, per noi tutti Raffu, amico e gran camerata!
Lui ci ha lasciati, ma non dimenticheremo mai quel suo buonumore contagioso e quella voglia di combattere per la giustizia e per le cause dei più deboli, quelle perse già in partenza, lui che orgoglioso e sicuro di sè mostrava al mondo la sua rabbia e la sua voglia di sognare che tutto è possibile!
Grazie Raffu, la nostra lotta continua nel tuo nome!
Raffaele presente!
Forza Nuova Treviso
COMUNICATO DEL 26/08/05
La segreteria nazionale di Forza Nuova, in merito alle ultime speculazioni mediatiche e politiche
su un accordo fra la CDL ed Alternativa Sociale, dichiara quanto segue:
nessun accordo è stato raggiunto, né qualsivoglia proposta di accordo è emersa nei colloqui fra
l’ On. Mussolini ed il Presidente Berlusconi.
Nelle conversazioni è emersa la volontà, da parte di Alternativa Sociale, di porre delle condizioni politiche ad eventuali ulteriori contatti.
Queste condizioni, che riflettono ampiamente le tematiche espresse da Forza Nuova negli ultimi anni, sono così riassumibili:
a) Revisione della Bossi-Fini in senso restrittivo, allontanamento di tutti i clandestini e revisione immediata dei permessi dati a cittadini di zone, a rischio terrorismo;
b) Assegno di 400 Euro alle madri che rimangono incinte, sino al terzo anno di età del bambino, quale contributo alla famiglia italiana;
c) Ritiro delle truppe dall’ Iraq e reimpiego delle stesse nelle zone del nostro paese dove regnano mafia e malavita;
d) Abrogazione della Legge Scelba e della legge Mancino, con conseguente chiusura dell’ era anti- fascista;
e) Abbandono della posizione espressa dal Governo in favore dell’ entrata della Turchia in Europa e la protezione dell’ impresa italiana contro il dilagare dei prodotti cinesi.
Questi temi, che Forza Nuova ed AS ritengono un inderogabile passo per il risanamento nazionale, sono il banco di prova a cui è chiamata la CDL.
Solo segnali concreti in questo senso, da compiere nei prossimi mesi, quali cambi legislativi o nuove norme, potranno essere interpretati come fatti che possono consentire un cambiamento dell’ atteggiamento di AS.
Le posizioni espresse da Forza Nuova nei suoi 8 anni di attività e da Alternativa Sociale dal 2003 sino ad oggi, rimangono base fondamentale della strategia politica di queste formazioni e pertanto non sussiste possibilità di scendere sul terreno del compromesso, dell’ accordo sottobanco e quindi del disonore.
Roberto Fiore
Segretario nazionale di Forza Nuova
Cosegretario di Alternativa Sociale